fbpx

Contattaci

Per qualsiasi informazione o approfondimento puoi contattarci:
telefono +39 0523 384279
fax +39 0523 313063
email info@lacentralecomunica.it
oppure tramite la nostra pagina CONTATTI

read more

ricerca

Il Mitico Oceano della Rete


inserito il
17 settembre 2019
scritto da
La Centrale
archiviato in
News

Abbiamo visto quindi che la tua storia, per quanto possa essere fantastica, non può interessare tutti. Non può succedere perché ognuno di noi è immerso nei suoi problemi ed spesso infastidito da chi cerca di catturare la sua attenzione per vendergli qualcosa.
Lo sbaglio più comune che potresti fare, quindi, è cercare di parlare a tutti delle tue cose, convinto che tutti abbiano il desiderio di ascoltare ciò che hai da dire, lo capiscano, siano interessati e si sentano coinvolti al punto di compiere un’azione per te.
È uno sbaglio perché le persone prestano attenzione e agiscono solo quando percepiscono immediatamente un vantaggio chiaro per sé stesse.

 

Uno spazio immenso

Il problema quindi di dover decidere con chi vogliamo comunicare, con quale linguaggio e quale vantaggio vogliamo portare alla vita delle persone, che abbiamo visto nell’articolo precedente, si amplifica quando ci avventuriamo nel Mitico Oceano della Rete, un luogo leggendario verso il quale tutti salpano in cerca di fortuna.

 

 Il Mitico Oceano della Rete è uno spazio immenso, costellato da isole più o meno grandi e lussureggianti, alcune delle quali pare nascondano tesori in grado di regalare successo e ricchezza a chiunque sia in grado di trovarli.
Al tempo stesso, però, questo luogo sconfinato può riservare parecchie insidie, facendo girare a vuoto, senza mai arrivare concretamente da nessuna parte, chi decide di affrontarne la navigazione senza la necessaria preparazione e i mezzi adeguati.
Come dicevo nell’articolo “Serve davvero fare storytelling?”, troppi vi si avventurano con la loro barchetta sperando che, da sola, prendendo il vento giusto, li porti all’isola del tesoro.

 

Per andare dove voglio andare, dove devo andare?

Una volta in acqua iniziano a non sapere in che direzione andare né cosa fare, facendosi trasportare dal vento e dalle correnti. Sbracciando e urlando, cercano di farsi notare da tutti quelli che incrociano sulla loro rotta, tentando di raccontare cose incomprensibili ai più. Spesso quindi senza successo.

 

Può darsi che qualcuno, a bordo di qualche yacht butti distrattamente un’occhiata nella loro direzione, li degni di un cenno di saluto e poi continui a prendere il sole sul ponte per non rovinare l’abbronzatura.
Qualcun altro, su qualche spiaggia potrebbe scorgerli e capire che stanno cercando qualcosa. Magari percepisce anche la parola tesoro, ma visto l’atteggiamento potrebbe non prenderli in considerazione.

 

Certo, se la prima cosa che capisse è che esiste davvero una fantastica isola del tesoro e che quella persona che si sta agitando così tanto vorrebbe portarlo con sé, dividere il malloppo e permettergli di ottenere così tutto quello che desidera, potrebbe magari prestare maggiore attenzione. Non è però la prima cosa che loro percepisce.

 

Forse perché è distratto o ha casino tutt’intorno, forse perché non è la prima cosa che quella persona in mare trasmette, ciò che capisce è che quel tipo ha un problema da risolvere perché vuole andare da qualche parte e non sa come fare. Parla oltretutto un linguaggio che gli è incomprensibile e comunque anche lui ha un problema: deve fotografare il suo piatto di gamberoni.

 

Il messaggio in bottiglia

Nonostante l’esploratore sappia che con la sua barchetta potrebbe anche arrivare lontano, come inizia ad avere la sensazione che nessuno lo stia ad ascoltare e si trova perso in balia delle onde, inizia a farsi prendere dal panico.

 

Inizia a lanciare il suo SOS in bottiglia sperando che arrivi da qualche parte, che qualcuno la noti, la raccolga, la apra, ne legga il messaggio e faccia qualcosa per lui. Troppe condizioni per sperare che succedano tutte insieme. Del resto il Mitico Oceano della Rete è disseminato ovunque di bottiglie con richieste d’aiuto ancora sigillate.
Certo, può darsi che qualcuno, casualmente, raccolga proprio la sua ma non è detto che sia la persona giusta. E poi il significato del messaggio è più o meno, uguale a tutti gli altri: “aiuto, sto provando a cercare il tesoro ma non so dove devo andare”.
La sensazione che nemmeno in questo caso il suo messaggio sia stato preso in considerazione, lo spinge a lanciare bottiglie a ripetizione, fino a perdere la speranza.

 

Parla un linguaggio chiaro e comprensibile

Internet è un’opportunità fantastica per comunicare. Per poter navigare con successo nel Mitico Oceano della Rete e arrivare all’isola del tesoro, però, dobbiamo aver chiara la nostra meta, la rotta da seguire e saper compilare correttamente la carta di navigazione.
Dobbiamo conoscere la forza dei venti, delle correnti e saper utilizzare i canali di comunicazione necessari per dialogare con chiunque, utilizzando un linguaggio chiaro e comprensibile.
Solo allora potremo trovare qualcuno desideroso di venire con noi.
Altrimenti all’isola del tesoro possiamo arrivarci solo per puro caso con le stesse possibilità che abbiamo di vincere al Superenalotto.

 

Gabriele Trabucchi
Creative Coach & Storyteller

 

 

Ti piacerebbe ricevere in regalo l’ebook del mio libro
Viaggio a Youcando, il Covo del Possibile ?

È un viaggio alla ricerca della nostra felicità, qualsiasi sia il significato che, ognuno di noi, attribuisce a questo termine,
seguendo i nostri talenti, le nostre passioni, la nostra creatività, la nostra energia.

 

Lasciami la tua mail.

 

Se inoltre trovi interessanti i miei articoli e hai piacere riceverli ogni volta che li pubblico,
sarà mia premura inviarteli.

 

Lasciami la tua mail.

 

 Leggi anche i miei articoli precedenti sullo Storytelling:

• Storytelling: l’arte di comunicare raccontando storie

• Serve davvero fare Storytelling?

• Perché le storie ci appassionano?

• Le storie sono ovunque

• Che storia stai raccontando?

• Che storia vorresti raccontare?

• A chi racconterai la tua storia?

 

 

POST RECENTI