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A CHI RACCONTERAI LA TUA STORIA?


inserito il
6 agosto 2019
scritto da
La Centrale
archiviato in
Storytelling

Ora che stai iniziando a intravedere che storia vorresti raccontare (alla fine di questo articolo trovi i link degli articoli precedenti), quello che devi assolutamente capire è se hai ben chiaro a chi raccontarla.
• A chi può interessare?
• Chi ne può trarne beneficio?

 

La tua storia non può interessare tutti

Partiamo da una certezza: la tua storia, per quanto possa essere fantastica, non può interessare tutti. Non può succedere perché nessuno è lì ad aspettare, a padiglioni auricolari aperti, che tu gli racconti qualcosa. Ognuno è immerso nei suoi problemi e ha determinate esigenze. In base a quelle, seleziona ed elabora tutte le informazioni che gli arrivano.
Lo sbaglio più comune che potresti fare, quindi, è cercare di parlare a tutti, convinto che tutti ascoltino ciò che stai dicendo, lo capiscano, siano interessati e si sentano coinvolti al punto di compiere un’azione.

 

Se, per esempio, vuoi commercializzare un prodotto fantastico contro la caduta dei capelli, se te lo puoi permettere dal punto di vista economico, potresti parlarne al mondo intero, indistintamente, sperando che il tuo messaggio venga intercettato da un certo numero di persone che vive il problema. Chi però, non lo vive, non si sentirà toccato dall’argomento perché non conosce certi disagi. Difficilmente poi potrà anche fare da passaparola.
Molti imprenditori, quando comunicano, sembra si rivolgano soprattutto a se stessi. Parlano della loro azienda e di quanto è fantastico il loro prodotto. Il loro focus non pare quasi mai puntato davvero verso i problemi di un cliente specifico. Gettano un amo generico nel mucchio sperando che qualcuno gli si attacchi.

Se non hai un budget con molti zeri, non è quindi la scelta migliore.

 

A chi può interessare la tua storia?

Chi invece vive il problema e sa cosa vuol dire l’imbarazzo dei capelli che cadono e si diradano, conosce la difficoltà di coprire le perdite e convive con la paura di rimanere senza capelli, sarà ben contento di ascoltarti. Potresti essere la soluzione ai suoi problemi e, se ti avvertirà credibile, vorrà sicuramente saperne di più.
Cerca quindi quella persona e parla alle sue insicurezze. Falle capire che conosci le sua asie, falle assaporare cosa vuol dire avere capelli folti e luminosi e, grazie a questo, poter riacquistare sicurezza e avere successo nella vita…e con l’altro sesso.

 

Parla al tuo pubblico

Hai identificato quindi il pubblico al quale racconterai la tua storia? Hai delineato il suo profilo? Conosci il suo problema? Conosci il suo stato d’animo? Hai ben chiara la promessa vorresti fargli per migliorare la sua vita?

Visualizzalo più che puoi, parla a lui e ai suoi bisogni ovunque si trovi e in un linguaggio che possa essergli comprensibile. Avrai ottime possibilità di catturare la sua attenzione e di coinvolgerlo.

 

Il tempo è tiranno

C’è ancora una cosa però di cui devi tenere conto: hai pochi secondi a disposizione per riuscire a catturare la sua attenzione.

Ormai è risaputo che abbiamo una soglia di attenzione, come dice Chiara Alzati, addirittura inferiore a quella di un pesce rosso. Se quella del simpatico amico è di soli nove secondi, la nostra pare sia ridotta a otto secondi e mezzo. Siamo messi decisamente male.
Se in quello che stai raccontando, ammesso che il tuo interlocutore ti senta con tutto il casino

che gli sta intorno, lui non coglie al volo un beneficio specifico per sé e non prova un’emozione positiva, è molto probabile che non trovi il tempo e la voglia di andare oltre. Magari si riprometterà di approfondire più tardi ma passati pochissimi minuti è molto probabile che se ne sarà dimenticato.

 

Gabriele Trabucchi
Creative Coach & Storyteller

 

 

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