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CHE STORIA VORRESTI RACCONTARE?


inserito il
1 luglio 2019
scritto da
La Centrale

Se non vuoi quindi accontentarti di un ruolo da comparsa nella storia di qualcun altro, devi imparare a raccontare la tua e a far volare alto il tuo aquilone.
Per riuscirci però devi prima avere ben chiaro per cosa vuoi essere ricordato. Quando avrai scelto la forma e i colori che più ti rappresentano, crea l’intelaiatura adatta, la giusta grammatura della carta, la corda migliore e il posto adeguato per farlo alzare. Diversamente come farai a farlo volare alto e a farti notare?

 

Cosa desideri davvero?

Un scoglio nel quale, ancora oggi, mi capita spesso di cozzare nei miei incontri per impostare la comunicazione aziendale, è la mancanza di obiettivi chiari. Sembra strano ma è così.

Come dicevo dell’articolo precedente Che storia stai raccontando? molti imprenditori, per vari motivi, perdono per strada il loro credo iniziale. Si ritrovano con diversi obiettivi, poco focalizzati, e con l’idea di poterli raggiungere tutti, anche quando sono poco compatibili tra loro.

Questo crea inevitabilmente dispersione di energie, anche nella comunicazione, e fatica ad ottenere i risultati sperati.

 

Sosteneva Mark Twain :

“Posso insegnare ad ottenere quello che si vuole dalla vita, il problema è che non riesco a trovare chi sappia dirmi cosa realmente voglia”

 

Per cosa vuoi essere ricordato?

Anche se può sembrare strano, ognuno di noi, pur poliedrico che sia, è destinato ad essere ricordato, quasi sempre, per una sola caratteristica particolare. Sono i colori dominanti del nostro aquilone

È quindi indispensabile mettere a fuoco, il più possibile, chi vuoi essere nella vita e nel lavoro e per cosa vuoi essere ricordato.
Una volta capito, inizia a comportarti e a comunicare in modo coerente come se già fossi tale e a costruire l’habitat, anche temporale, dove vuoi fare vivere il tuo personaggio.
La tua storia inizierà a scriversi da sola. Starà a te adottare i comportamenti adeguati per darle spessore.

 

“Sii un re ed un regno arriverà”
(La scuola degli dei)

 

Dov’è la tua mucca viola?

Secondo Seth Godin,

“O sei una mucca viola o non sei nessuno. O sei straordinario o sei invisibile. Sta a te la scelta”.

Certo, ognuno vorrebbe essere straordinario e tutti, in un modo o in un altro, lo siamo. Il guaio è che molto spesso non ne siamo consapevoli fino in fondo e/o facciamo fatica a farlo sapere agli altri.
Anche se è su quelli che dovremmo concentrarci, spesso non ci è facile individuare in noi e nella nostra realtà, quei talenti che ci rendono così unici ed eccezionali. Siamo talmente abituati a conviverci che spesso arriviamo a considerarli normali.

Potremmo non capire, quindi, dov’è la nostra mucca viola. Abbiamo però buone possibilità di riuscire a trovarla. Basta partire da alcune risposte che ci siamo dati arrivando fin qui e risalire la corda. All’altro capo è quasi sempre legata la nostra mucca viola.

 

Che storia vorresti raccontare ?

Se però scopri la tua mucca viola e non ne parli o la descrivi come una normale mucca, senza parlare delle sue fantastiche proprietà o senza trasmettere l’emozione che si prova nel bere il suo latte, mangiare il suo formaggio, come fai a far si che il mondo sia incentivato a pagare di più per poterli gustare?

Studia, approfondisci, diventa specialista di quell’argomento. Crea i presupposti per parlare con chiunque e ovunque della tua mucca. Lavora per suscitare curiosità, porta del valore aggiunto. Fai in modo che quando il mondo pensa al latte o al formaggio, automaticamente pensi alla tua mucca viola, come quanto di meglio si possa trovare sul mercato e, di conseguenza, desideri comprare i suoi prodotti.

Trova allora la tua mucca viola, mettila al centro della scena, raccontala, falla vivere, fai capire perché è così unica, anche quando sembra che in pochi stiano ad ascoltarti.

 

“ Io credo che siate stati creati unici perché avete qualcosa di unico da dire.
Dedicate la vostra vita alla ricerca di questo qualcosa“
(Leo Buscaglia)

 

Riflessione

Chi fa il mio lavoro, non crea quindi le storie perché loro, come abbiamo visto, esistono già. Hanno solo bisogno di essere scoperte, ripulite e valorizzate con parole, segni, immagini e poi raccontate con ogni mezzo, perché diventino di successo.

 

Gabriele Trabucchi
Creative Coach e Storyteller

 

 

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È un viaggio alla ricerca della nostra felicità, qualsiasi sia il significato che, ognuno di noi, attribuisce a questo termine,
seguendo i nostri talenti, le nostre passioni, la nostra creatività, la nostra energia.

 

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 Leggi anche gli altri miei articoli sullo Storytelling:

• Storytelling: l’arte di comunicare raccontando storie

• Serve davvero fare Storytelling?

• Perché le storie ci appassionano?

• Le storie sono ovunque

• Che storia stai raccontando?

 

 

 

 

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